Economia globale, “Economia canaglia” e Matrix

Loretta Napoleoni, “Economia Canaglia”

L’ordine economico imposto dalla globalizzazione è influenzato da forze che sfuggono a ogni controllo. E che nascondono storie di sfruttamento e violenza. L’inchiesta di Loretta Napoleoni

Internazionale 728, 24 gennaio 2008

“Smarriti nel supermercato
“La quasi totalità dei prodotti che consumiamo ha una storia nascosta e oscura. Una storia di schiavitù e pirateria, contraffazione e frode, furto e riciclaggio di denaro. Sappiamo molto poco di queste trame segrete dell’economia mondiale, perché i consumatori moderni vivono all’interno di una complicata rete di illusioni commerciali, la realtà virtuale del mercato. Come nel film Matrix siamo vittime di una beata ignoranza.

Gli scaffali dei supermercati occidentali sono pieni di articoli fabbricati dagli abitanti dei paesi in via di sviluppo, lavoratori sfruttati che ricevono una frazione infinitesimale del prezzo finale di ogni prodotto. Se noi consumatori decidessimo di fermarci a riflettere, resteremmo sconvolti nello scoprire chi si arricchisce grazie alla nostra spesa quotidiana.

Le banane sono il prodotto più redditizio venduto nei supermercati britannici. I loro enormi ricavi vengono divisi così: quasi la metà va al supermercato (il 45 per cento), il 18 per cento agli importatori, il 15,5 per cento alla ditta proprietaria della piantagione e solo il 2,5 per cento ai braccianti. Dal 2002 i supermercati britannici sono al centro di una violenta guerra delle banane che punta a ridurre drasticamente i prezzi al consumo per conquistare una fetta di mercato più ampia.

I principali protagonisti di questo scontro sono le due catene Asda e Tesco. Tra il 2002 e il 2004 i prezzi al chilo sono passati da 1,08 sterline a 74 centesimi. I consumatori sono contenti, ma non sanno che il loro risparmio non incide sulla percentuale di profitto intascata dai supermercati, perché ricade interamente sui lavoratori. Secondo Action aid, la guerra delle banane ha più che dimezzato la paga oraria dei dipendenti delle piantagioni del Costa Rica, dove si produce un quarto delle banane consumate in Gran Bretagna e in Irlanda.

Oggi i braccianti del Costa Rica guadagnano 33 centesimi all’ora, mentre alla fine degli anni novanta ricevevano quasi un dollaro. E così non possono più permettersi il lusso di allontanarsi dalle piantagioni quando gli aerei spruzzano i pesticidi sui raccolti.
Molte aziende alimentari sono nelle mani dell’industria del tabacco, che negli ultimi vent’anni ha investito i suoi enormi ricavi nel cibo”

….

“Un fenomeno ricorrente
Le illusioni popolano il pianeta consumista moderno e il mercato s’impossessa della nostra quotidianità. Dalla mattina alla sera ci muoviamo in un mondo dove la realtà scarseggia, l’illusione dilaga e gran parte di quello che vediamo non è come sembra. Un mondo in preda all’economia canaglia.

Ma la natura canaglia dell’economia è un fenomeno ricorrente nella storia. Si nasconde nelle pieghe del progresso, spesso è legata a grandi e improvvise trasformazioni sociali. Proprio nel corso di questi mutamenti radicali l’economia si sgancia dalla politica e diventa una sorta di entità autonoma, uno strumento banditesco nelle mani di attori nuovi e spregiudicati.

Non a caso, quando pensiamo alla conquista dell’ovest americano usiamo l’immagine del wild west, l’ovest selvaggio caratterizzato da violenza e anarchia, in cui nonostante tutto si riescono a produrre le imponenti fortune economiche che gettano le base del capitalismo nordamericano. Il carattere banditesco dell’economia ha caratterizzato gran parte delle più significative transizioni storiche.

La rivoluzione industriale poggiava sullo sfruttamento dei minori, dei deboli e dei poveri, eppure ha dato vita alla società moderna. è proprio la caratteristica spregiudicata, autonoma e canaglia dell’economia a distruggere le vecchie logiche economiche, gli antichi imperi e a far nascere nuovi sistemi di potere.

Oggi l’economia è ridiventata canaglia perché il mondo sta attraversando una fase di trasformazione profondissima, forse la più profonda di tutti i tempi. E come ci insegna la storia, ogni volta che la politica riemerge riesce a dominare l’economia grazie a importanti compromessi strategici con le nuove élite di potere. Non c’è motivo di pensare che questa volta le cose andranno diversamente.

La ricomparsa dell’economia canaglia ci deve far riflettere su una verità antica quanto l’uomo: anche oggi, come nel passato, l’umanità è sempre costretta a pagare un prezzo molto alto per ognuna di quelle trasformazioni che poi i libri di storia definiscono conquiste”.

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