Tempi…moderni?

La crisi economica attuale, se fosse confinata al solo settore finanziario, non ci interesserebbe e, sopratutto, spaventerebbe così tanto! Ciò che, ovviamente, ci preoccupa in misura maggiore, è la trasmissione del crollo dei mercati finanziari all’economia reale, ossia alla produzione, al lavoro e ai consumi. Che consumi e produzione siano già crollati, ce lo sentiamo ripetere già da parecchi mesi. Ma è solo da pochi mesi che cominciamo ad essere seriamente preoccupati del nostro posto di lavoro. A proposito di lavoro, globalizzazione e crisi economica, potremmo fare le seguenti riflessioni:

– l’ingresso della Cina nel WTO (World Trade Organization) nel 2001 ha permesso l’ingresso di oltre un miliardo di lavoratori all’interno del sistema economico mondiale. Questo ha avuto come effetto il crollo dei prezzi dei beni commerciabili (abbigliamento, prodotti elettronici, giocattoli, etc..) e la pressione al ribasso sui salari (visto che le aziende occidentali hanno avuto la possibilità e l’incentivo a delocalizzare la loro produzione)

– questo ha indotto i paesi occidentali ad estendere rapporti contrattuali atipici e precari, per evitare il collasso del proprio sistema lavorativo

– come conseguenza, per mantenere elevato il livello dei consumi, è stato esteso al di sopra di un limite “ragionevole” il ricorso al credito al consumo (tra cui il fenomeno dei mutui “sub-prime”). In effetti il problema di sostenibilità dell’economia globale si cela tutto nella questione di come il reddito sempre più basso dei lavoratori occidentali possa sostenere la crescente produzione importata dalla Cina. Per soddisfare l’equazione, la variabile su cui agire è solo quella dei prezzi. Ossia per comprare tanti beni con sempre meno soldi, questi beni devono costare sempre meno. Il che si traduce nello spettro di cui tutte le aziende hanno paura: la deflazione.

– deflazione vuol dire prezzi più bassi e margini di profitto tendenti a zero (se non negativi); e tra questi prezzi che scendono, sopresa!!! scendono anche i salari.

– a questo punto arriva l’aspetto interessante: come può riprendere la domanda di beni in USA e in Europa, dove a salire dovrebbero essere i risparmi? Il sospetto è che la crescita riprenderà vigorosa ad Oriente (Asia e Pacifico) e in America Latina, ma nei paesi occidentali..ahi ahi ahi….più che tempi moderni, si prospettano tempi difficili….

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